Un rapporto che evidentemente si è andato a consolidare proprio nel maggior momento di difficoltà del Crotone. Era il 7 ottobre e allo Scida l’Avellino ha vinto 4-0: quinta sconfitta nelle prime 8 partite del campionato Serie C Now 2024-2025. Critiche e mugugni con la figura dell’allenatore Emilio Longo finito nel mirino. Da più parti si “spingeva” per l’esonero. Ma è proprio da lì che è partita la svolta, come hanno raccontato il presidente Gianni Vrenna e lo stesso allenatore.
«Zero pensieri diversi, rispetto alla conferma dell’allenatore. Anche dopo la pesante sconfitta con l’Avellino allo Scida – ha detto Gianni Vrenna – non mi è mai passato per l’anticamera del cervello prendere in considerazione qualcosa che non fosse diverso rispetto alla fiducia nei confronti di Longo. Ho sempre avuto fiducia in lui: prima come persona, poi come allenatore».
Poi il presidente ha fatto un passaggio che ha riportato al primo contatto con l’allenatore. «Ricordo l’incontro che abbiamo avuto a giugno. Siamo stati assieme un’oretta, nel corso della quale nessuno dei due ha perso molto tempo a fare questo matrimonio».
«Non c’è stato un solo momento in cui mi sia sentito di non essere nella possibilità di essere parte integrante del progetto. Quello che dice il presidente – ha rimarcato Longo – è assolutamente vero. L’ho ritrovato al mio fianco dopo tre minuti che era finita la partita con l’Avellino, giusto il tempo che lui scendesse dalla tribuna: è stata la prima persona che è venuta ad abbracciarmi in panchina. Un gesto che gli riconoscerò sempre, che la porterò con me».
«Ho sempre percepito fiducia e stima, non è mai cambiato il modo in cui venissi salutato al campo, dall’addetto al magazzino a tutta la struttura all’interno del Centro sportivo. Nonostante il periodo di difficoltà – ha ricordato l’allenatore rossoblù -, non ho mai notato una espressione del viso diversa da quella che avevo sempre visto. Il tutto è frutto della sensibilità e dell’umanità che ho trovato. E questa credo sia stata messa la base sulla quale abbiamo costruito la crescita del Crotone».
«Dico di più: chiunque sarebbe venuto dopo di me, avrebbe fatto gli stessi risultati prendendosi tutti i benefici del buon lavoro che era stato fatto. E magari, come spesso accade nel calcio, si sarebbe detto: “abbiamo fatto bene a cambiare”. Invece noi ci siamo stretti attorno alla forza di credere in quello che si stava facendo giornalmente, e io, ripeto, questa forza l’ho sentita sempre dandomi, ovviamente, più responsabilità».
«È straordinario – ha aggiunto Longo – avere un presidente e la direzione generale al proprio fianco dopo una sconfitta pesante, senza che mai si fosse parlato per un solo attimo della possibilità di poter cambiare l’atteggiamento tecnico-tattico. Una delle parole che ho sentito spesso dal mio presidente è stata “fai quello che vuoi, hai carta bianca”. Stessi discorsi che ripeteva il direttore generale. Addirittura erano stati anche messi in preventivo grandi cambiamenti a gennaio, qualora non avessimo raccolto i frutti del lavoro svolto. Ecco ho sempre sentito quella fiducia che un allenatore deve avere, e spero di ripagarla con il lavoro costante sul campo».



