Situazione ai limiti del surreale quella vissuta dal Foggia, che si prepara a scendere in campo lunedì sera contro il Crotone allo stadio Ezio Scida in un clima di totale abbandono societario. I calciatori, ormai lasciati a sé stessi, hanno deciso di sostenere autonomamente le spese per il ritiro prepartita, pagando di tasca propria vitto e alloggio.
Questa scelta arriva dopo l’esperienza vissuta contro la Juventus Next Gen, quando la squadra ha dovuto affrontare un massacrante viaggio di 1.700 chilometri fino a Biella e ritorno, senza adeguato supporto logistico. Una situazione che i giocatori non hanno intenzione di ripetere: per questo motivo, hanno deciso di organizzarsi autonomamente, anticipando l’arrivo in Calabria già da domenica e prenotando un albergo in riva allo Jonio.
Alla base del caos, il disimpegno ufficiale del presidente e azionista di riferimento Nicola Canonico, che ha annunciato le proprie dimissioni già dal 31 marzo scorso. «Non sono più disposto a garantire la sostenibilità economica del club», ha dichiarato, sottolineando anche il malcontento di una parte della tifoseria che gli avrebbe chiesto di “togliere il disturbo”.
La squadra è ora attesa da tre gare decisive per evitare la retrocessione: dopo la trasferta a Crotone, affronterà il Messina in casa e poi il Picerno fuori. Il momento, però, è tra i peggiori: quattro sconfitte consecutive e un morale sotto i tacchi, con l’incubo della Serie D sempre più concreto.
Secondo quanto trapelato, i vertici societari avevano inizialmente deciso di far viaggiare la squadra in pullman il giorno stesso della partita, con rientro immediato al termine della gara. Una scelta che ha portato i calciatori a ribellarsi, preferendo autotassarsi pur di garantire una preparazione dignitosa all’incontro.
L’immagine del Foggia, squadra storica del calcio italiano, appare oggi offuscata da una gestione societaria ormai al collasso, incapace di assicurare persino i servizi basilari per il gruppo squadra. Mentre i tifosi guardano con apprensione al campo, il vuoto dirigenziale rischia di compromettere definitivamente una stagione già segnata dalle difficoltà.


