È stata una lunga chiacchierata tra Longo e i giornalisti nel corso della quale si è a tratti rispolverato il percorso del Crotone in campionato, per poi focalizzare il tutto sulla sfida con la Casertana. Perché sabato i rossoblù hanno ben chiaro l’obiettivo messo a fuoco nel mirino: il terzo posto. E l’allenatore ne ha chiaramente spiegato i motivi.
«Il Crotone è riuscito a meritarsi una classifica importante e non deve guardare i risultati degli altri, ecco perché la partita con la Casertana assume un valore importante. “Ognuno è artefice del proprio destino”, diceva Sant’Agostino. Per cui mai citazione è più consone rispetto a quello che dobbiamo fare sabato. Sappiamo bene che è tutto nelle nostre mani. Ci siamo costruiti una possibilità con fatica, con sacrifici e con la capacità si sapersi estraniare dalle giuste critiche che ci sono piovute addosso per i risultati che non arrivavano a inizio campionato».
«Quella di sabato è una partita figlia di un progetto che si è rivelato valido, interessante. Per cui adesso è come mettere la ciliegina sulla torta. Ci proveremo, contro una squadra qualificata. Però noi andremo lì per giocarci una finale, ed è bello pensare che tutto dipende da noi. Continuiamo a lavorare, perché da qui a quando finirà questa esperienza noi dovremo mettere il massimo per raggiungere qualcosa di eccezionale. Provando, con le nostre forze, a rendere ordinario quello che è stato qualcosa di straordinario: il merito è tutto dei ragazzi».
«Credo che qualche mese fa nessuno avrebbe investito qualcosa se gli avessero prospettato che all’ultima partita di campionato il Crotone poteva essere in gioco per il terzo posto. Anche se, in verità, c’è stato uno spaccato della stagione in cui si era anche paventata la possibilità di poter fare altro. Ricordo questo per ribadire che la squadra è cresciuta e che il progetto ha dimostrato di avere la sua validità, perché gli errori sono stati vissuti come momenti formativi. Ora dobbiamo alimentare il sogno attraverso la fame. Perché il sogno ha sempre fame e noi dobbiamo essere insaziabili».


