Nel Crotone del mister Emilio Longo la costruzione dal basso non rappresenta soltanto una soluzione tecnica, ma un tratto identitario della squadra. Lo si nota nella partecipazione del portiere all’avvio dell’azione, nella responsabilità affidata ai difensori e nel lavoro dei centrocampisti, chiamati ad abbassarsi per offrire linee di passaggio pulite. Allo stesso modo, gli esterni hanno il compito di allargare il campo e creare gli spazi necessari per sviluppare la manovra.
L’idea del Crotone è chiara: uscire da dietro con ordine, attirare la pressione avversaria per poi verticalizzare e poi trovare la giocata utile per risalire il campo. Merelli, in questo contesto, non è soltanto il primo difensore, ma anche il primo riferimento nella costruzione. Davanti a lui, Di Pasquale e Vinicius garantiscono soluzioni affidabili, mentre profili come Cocetta, Groppelli, Novella e Armini possono accompagnare l’uscita del pallone sia con una conduzione sia attraverso appoggi semplici e puliti. È in questa fase che la manovra smette di essere prudenza e diventa uno strumento per prendere spazio e iniziativa.
Le funzioni di centrocampo e attacco
A centrocampo il lavoro richiede attenzione e letture continue. Gallo e Sandri assicurano ordine e ritmo, mentre Meli e Calvano offrono qualità nel palleggio e collegamento tra i reparti. In quella zona del campo i rossoblù hanno bisogno di giocatori capaci di farsi trovare alle spalle della prima pressione, ricevere con il corpo già orientato e decidere se consolidare il possesso o accelerare la giocata. La costruzione dal basso rossoblù si sviluppa così attraverso smarcamenti, triangolazioni e aperture che servono a liberare il lato più favorevole affinché gli uomini offensivi possano essere nelle condizioni migliori per incidere, isolandoli e portandoli all’1 contro 1.
Davanti, il numero nove Gomez ha il compito di legare il gioco, proteggere il pallone e consentire alla squadra di salire. Attorno a lui si muovono giocatori come Piovanello, Zunno, Maggio, Musso ed Energe, elementi diversi per caratteristiche ma utili quando il Crotone riesce a uscire bene dalla propria metà campo. Se la manovra parte con pulizia, questi giocatori possono ricevere in corsa, tra le linee o negli spazi laterali, con margini più ampi per creare superiorità.
Da qui nasce anche il modo in cui il Crotone occupa il campo e prova a gestire i momenti della partita. La qualità della costruzione, infatti, non si misura soltanto nella precisione del primo possesso, ma nella capacità di tenere unita la squadra e preparare la giocata successiva nelle condizioni più favorevoli. Quando l’uscita dal basso funziona, il centrocampo lavora con più lucidità, gli esterni trovano spazi più chiari e il reparto offensivo può muoversi con maggiore libertà.
Per questo la costruzione dal basso resta uno degli aspetti più significativi della stagione rossoblù. Non solo per l’efficacia della manovra, ma perché racconta con chiarezza l’identità della squadra. Ed è anche per questa riconoscibilità, costruita attraverso il gioco, che il Crotone continua a essere osservato con attenzione dagli addetti ai lavori e dagli operatori del settore, come confermano le analisi di NetBet.


