Crotone, il Longo pensiero sulla figura dell’allenatore-manager: «È il “noi” a fare la differenza»

L’interessante disamina fatta dal tecnico degli Squali alla vigilia della partita con il Picerno. «Senza organizzazione non ci sarebbero i risultati e la passione della tifoseria verso la squadra»

Nel corso della conferenza stampa di Emilio Longo in vista della partita che il Crotone giocherà a Picerno domenica sera (20.45) al Donato Curcio per la 5ª giornata del campionato Serie C Now 2024-2025, è stato toccato un argomento interessantissimo che riguarda l’organizzazione di un club. Il tutto è scaturito da una domanda sul fatto che i risultati di oggi della squadra lucana, siano figli del lavoro fatto dallo stesso Longo nelle due stagioni precedenti, pure sotto l’aspetto manageriale. Ne è venuta fuori una disamina interessante da parte dello stesso allenatore del Crotone. «Il Picerno 2024-2025 – ha subito sottolineato Longo – intanto è allenato da Tomei, collega che stimo per cultura tecnico-tattica e per valori umani. Premessa d’obbligo per dire che non c’entra nulla la mia gestione precedente».

«Sull’aspetto manageriale attorno alla quale spesso viene identificata la mia figura di allenatore, dico che – ha aggiunto Longo – bisogna partire dalle analisi tecnico, tattiche, fisiche e mentali che facciamo dopo ogni prestazione. Non sono divisi, non sono parcellizzati. Ma è l’insieme che si analizza. Dico che Longo è un po’ l’insieme delle sue conoscenze e competenze. Non so se esiste questo confine tra allenatore e aspetto manageriale. Di certo so che ho una logica di lavoro che mi ha portato qui a Crotone, nel senso di creare attorno a me quell’area di positività che ha come riferimento gli obiettivi societari».

«La missione che mi pongo ogni anno in cui mi danno la possibilità di lavorare – ha sottolineato l’allenatore del Crotone -, è quella di capire e ascoltare bene quali sono le volontà dei miei dirigenti. Anche perché alcune volte noi allenatori andiamo nella sciocchezza della presunzione, pensando di essere da soli a dare il contributo al risultato. Invece noi possiamo solo dare una parte di contributo al risultato. La realtà è che senza una società solida, senza dirigenti intelligenti, senza un ambiente che ti metta nelle condizioni di lavorare bene noi allenatori non siamo niente».

«Da questo punto di vista – ha aggiunto Longo – dico che l’esperienza di Picerno è stata tanto bella si era tutti in sintonia, iniziando dal presidente, dalla direzione generale, dalla direzione sportiva e dall’ambiente tutto. E faremo la stessa cosa qui a Crotone con le responsabilità diverse che la piazza ti chiede rispetto alle altre. La cosa più importante che mi piace evidenziare che da quando sono qui sento parlare e coniugare sempre il “noi”. Questa è una cosa che mi piace molto. Attraverso questo “noi” ogni persona sarà gratificata anche singolarmente. Ma mettendo davanti a tutto, sempre l’interesse collettivo della società e ovviamente della piazza. Mi ripeterò: ma l’obiettivo reale di un club è quello di avere dei tifosi che sposino il progetto aziendale. Se non ci fosse questa sintonia, tutto sarebbe fine a se stesso. L’umore, la passionalità la si porta se coloro che collaborano all’interno portino avanti questi principi».

«Quindi, bisogna essere il “noi”. Il Longo – ha concluso il tecnico degli Squali – non sarebbe tale se non c’è la direzione generale, se non c’è la direzione sportiva e soprattutto se non c’è il presidente che mette nelle condizioni tutti di lavorare bene. E infine non siamo nulla se la tifoseria non si appassiona. E dobbiamo lavorare per questa passione».

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