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Crotone, ecco perché la permanenza di Modesto è quasi impossibile

Sebbene la sua media punti avrebbe portato quantomeno gli squali a giocarsi i playout, la stagione del tecnico crotonese di nascita, non può che essere negativa: di conseguenza il suo futuro lontano dalla sua città

Il calcio è uno sport di squadra, trionfi come clamorose debacle, si ottengono tutti insieme. In parole povere, si vince e si perde tutti, non v’è mai un solo responsabile e sarebbe ingiusto trovare un capro espiatorio. La discesa negli inferi della serie C, alla quale si è giunti dopo una doppia e tragica – calcisticamente parlando – retrocessione, porta la firma come detto di tutti: società, allenatore/i, calciatori.

Risulta pertanto impossibile stabilire dove sarebbe arrivato il Crotone con una altro condottiero, anzi. La parziale controprova è stata data dalla gestione Marino che, in poco più di un mese, in 7 gare ha raccolto un solo punto ottenendo la media di 0,14 punti a partita, chiaramente un “record” negativo.

RESPONSABILITA’ – Con la media di 0,83 a partita, invece, Ciccio Modesto ha sicuramente fatto meglio ma è (purtroppo) a nostro avviso, il principale artefice di questa disfatta. L’inciso è fatto a cuore aperto, nel senso che, a chi scrive, dispiace immensamente che sia andata così proprio con un allenatore crotonese che da crotonese e da calciatore era riuscito – insieme ai compagni – a portare in A per la prima volta la squadra della sua città.

Ma tant’è, nel calcio si campa solo di presente, il passato viene dimenticato in fretta, la riconoscenza quasi non esiste. Da questo punto di vista, prendiamo le distanze e ci sentiamo di criticare le varie offese rivolte alla persona di Modesto: criticare si, è giusto, anzi è sacrosanto. Ma offendere in maniera gratuita ed eccessiva, no. Non ci sta.

IDEE VALIDE – Detto ciò le responsabilità di Modesto allenatore, sempre secondo il pensiero di chi scrive, sono parecchie. Dal punto di vista squisitamente tecnico, si è dimostrato un allenatore valido: con idee nuove e interessanti, una squadra che a tratti, soprattutto nella fase finale del campionato, ha proposto un calcio offensivo e divertente. Questo gli va riconosciuto.

LA COMUNICAZIONE – Su tutto il resto però, Modesto ha fallito. Ha fallito tanto per cominciare sulla comunicazione: gli allenatori ormai devono essere dei “totem”, devono saper fare più cose, anche comunicare. Con la stampa, coi tifosi, col pubblico, con tutti. Lui lo ha fatto davvero male sin dal primo momento. La scelta poi, di non parlare più con la stampa negli ultimi due mesi di campionato, è stata deprecabile e soprattutto controproducente. Si è chiuso in se stesso, diventando quasi una vittima, non lasciando spazio a repliche.

LA GESTIONE DELLO SPOGLIATOIO – Ma il difetto più grande è stato quello di non riuscire a gestire uno spogliatoio di calciatori “belli e pronti”. Fino a prima di arrivare nel capoluogo, Modesto aveva avuto esperienze in piazze si importati ma con una rosa composta soprattutto da giovani. Più facili da gestire e ancora non saturi ma pronti ad imparare cose nuove.

Arrivato allo Scida si è trovato ad avere a che fare con tanti calciatori esperti: Rispoli, Molina, Benali, Festa, Mogos, eccetera. Calciatori che avevano un passato ed un presente. Ecco, noi non siamo dentro lo spogliatoio e non sapremo mai cosa è realmente accaduto, ma siamo certi del fatto che nella gestione di questi calciatori, qualcosa in più si poteva e doveva fare. Nel calcio come nella vita esistono i compromessi, si scende a compromessi per il bene comune: in questo caso il FC Crotone.

PADRE PADRONE – Invece no. Francesco Modesto ha voluto essere padre padrone, facendo si che lo spogliatoio non fosse quasi mai unito (certo non solo per sue colpe) e, soprattutto, forzando la cessione di calciatori fino a quel momento centrali per non dire fondamentali nel progetto. Tra agosto e gennaio, hanno lasciato Crotone 8 potenziali titolari i quali con altre casacche hanno dato (quasi tutti) – ed anche in maniera importante – il loro contributo, diventando centrali nei vari progetti.

Possibile che per il Crotone erano brocchi? Possibile che non vi era altro modo di gestirli? Possibile che nessuno di questi era adatto alle idee del tecnico?

Domande alle quali non dobbiamo certo rispondere noi, ma che forse hanno già una risposta.

Crediamo infine che le sue idee continuino ad essere valide, che forse non era la persona giusta al momento giusto, ma che, comunque, i limiti caratteriali e di gestione emersi nel corso della sua prima stagione in B, siano importanti, assolutamente da colmare. Limiti che hanno influito profondamente sull’esito di questa maledetta stagione.

 

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1 anno fa

La colpa di queste annata, la colpa in primis al primo posto la società, al secondo posto mettiamo il mister. Ai calciatori non do’ colpe, perché il loro valore era quello, di più non potevano dare. Conclusione annata sbagliata in tutto, anche un tifoso come me aveva capito che con questa squadra si retrocedeva. Peccato si ricomincia, scordiamoci tutto, non sarà facile e forza crotone sempre.

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1 anno fa

Riconoscenza, a tratti ha fatto anche divertire, ma stai parlando di Calcio oppure di Film Porno, se è il secondo come credo se mi dai il titolo che lo aggiungo alla mia playlist.

tifosidelcrotone.forumfree.it
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1 anno fa

#modestometticilafaccia, pazzesco siamo retrocessi da settimane e ancora non ha detto una parola

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