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Crotone, grinta Lerda: “Sono come il cinghiale: quando leggo certe cose mi si alza il pelo…”

Toni alti dell’allenatore alla vigilia della gara con il Foggia: “L’assenza di Chiricò? Ci sono calciatori con nomi molto più altisonanti. Non sono qui a pettinare le bambole… In questo campionato non bastano i nomi, serve fame. Se poi i giudizi sono legati al Catanzaro…”

Quasi un monologo quello di Franco Lerda. Toni alti da parte dell’allenatore del Crotone alla vigilia della partita con il Foggia che potrebbe anche essere decisiva per il futuro dello stesso allenatore che in conferenza stampa ha tirato fendenti di non poco conto alla sua squadra. Vuole di più dai calciatori, altrimenti diventa complicato cancellare la sconfitta di Avellino. Ecco le sue parole.

“L’assenza di Chiricò? Giocherà un altro al suo posto. Certo, ci manca un calciatore importante ma non è che noi siamo dipendenti da uno solo.  Magari ne avessimo tre o quattro di Chiricò! Purtroppo ne abbiamo uno solo. Quello che fa lui in campo, abbiamo mezzi e altri calciatori che lo possono fare. Ma devono iniziare a farlo. Perché non basta avere altri Chiricò in rosa, ma devono cominciare a dimostrarlo sul campo. Siccome leggo e sento dire che siamo Chiricò dipendenti, io dico che abbiamo gente con nomi molto più altisonanti di Chiricò. Ma adesso devono cominciare a farlo vedere. Chiaro? Anche perché poi scrivete che l’allenatore va via. Ma sia chiara una cosa: prima di andare via, le unghie le consumo sopra i muri”.

“Se andate a rivedere tutte le immagini delle partite, compresa quella di Avellino, noi abbiamo sempre creato tantissime occasioni. Purtroppo è una che in questo momento non concretizza tutto quello che fa. Purtroppo ad Avellino abbiamo preso gol nelle situazioni in cui siamo sempre stati più bravi. Siamo sempre stati più determinati! Magari ci siamo un po’ imborghesiti. Magari pensiamo che l’obiettivo che ci siamo prefissi sia sfuggito di mano”.

“Che sia chiaro: non ci è sfuggito di mano niente! Prima di tutto l’onore e la maglia che indossiamo. Vanno oltre i punti. Noi dello staff, e parlo per me, siamo qui dalla mattina alla sera e non pettiniamo le bambole. E ringrazio il direttore generale Raffaele Vrenna e suo papà Gianni che mi hanno voluto qui. Io ho creato lo staffa tecnico, loro tutto il resto. E stanno facendo enormi sacrifici. Da trent’anni. Tanto di più quest’anno che siamo in una categoria sanguinosa, difficile. Quindi ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Si può vincere, si può perdere ma tutti, all’unisono, dobbiamo tirare fuori le unghie. Siamo ancora in tempo a fare tutto. I chiacchiericci di facebook non li sento: da una parte entrano, dall’altra escono. Mi dà fastidio se magari pensano che io sia quello che pettina le bambole.

“Qua tutti cerchiamo di fare il massimo. Poi se i giudizi sono legati ad altri fattori, vedi Catanzaro noi più di quello che stiamo facendo non possiamo né togliere né aggiungere niente a quello che loro stanno facendo di straordinario. Ai miei calciatori ho ripetuto di andare avanti per il nostro percorso. Non parliamo più di 10, 12 vittorie. Facciamo un passo alla volta come abbiamo sempre fatto. Adesso c’è il Foggia, squadra top, top, top… Che non vuole dire mettere paura, mettere le mani avanti. Per quel che mi riguarda quando devo combattere e tirare fuori gli artigli non ho paura! Avrò anche 300 difetti, questo non ce l’ho”.

“Noi analizziamo le partite e giochiamo molto nella metà campo avversaria. Quando si dice che siamo bassi, è perché ci sono anche gli avversari. Ma noi vogliamo aggredire alti, vogliamo stare alti e dobbiamo stare attenti alle ripartenze altrui. Purtroppo ad Avellino sui gol subiti abbiamo commesso degli errori e li abbiamo analizzati. Quello che voglio dire a tutti è che in questo campionato non basta avere tizio, caio e sempronio ma bisogna avere sempre molta, e sottolineo molta, fame. Altrimenti diventa difficile qualsiasi partita”.

“Tornando a Chiricò: lui è uno ma ne abbiamo tanti di Chiricò. C’è bisogno che tutti, anche se con caratteristiche diverse, facciano quello che possono fare. Il problema è che noi dobbiamo tornare a essere più tosti quando la palla ce l’hanno gli avversari. E non mi riferisco soltanto ai difensori o al reparto ma a tutta la squadra. Siamo in una piazza dove le responsabilità e le pressioni sono importanti, bisogna saperle gestire. Bisogna sempre avere occhi aperti e schiena dritta. E quando non si fa il massimo bisogna darsi un pizzicotto… Non è che possiamo vincere tutte le partite ma se dobbiamo perdere bisogna farlo in una certa maniera”.

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1 anno fa

E dai facci vedere…. Gia col foggia

Angelo
Angelo
1 anno fa

Concordo con lei , mister, quando dice che se si perde bisogna farlo in una certa maniera. Il problema è venuto al pettine ( non quello delle bambole), perché troppe volte questa squadra, anche vincendo, si è salvata per il rotto della cuffia e nelle sconfitte ha inequivocabilmente fatto sempre figure barbine, per usare una parola non dialettale. Ecco perché il tifoso non è affatto contento e mugugna. Le dico un’ultima cosa: vedendo giocare altre squadre, anche di altri gironi e di altra caratura, ci si rende conto di quale gioco astruso esprima la nostra squadra. Per cui anche vincere… Leggi il resto »

Last edited 1 anno fa by Angelo

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