«È giunto il momento che il Crotone dica anche la sua». È l’incipit con il quale il presidente Gianni Vrenna comincia l’incontro con i giornalisti nella sala stampa dell’Ezio Scida. «Stiamo giocando in un campionato che lo ritengo indiscutibilmente falsato. Purtroppo è una cosa che si ripete ogni stagione. E ogni volta a farne le spese è puntualmente la mia società: il Crotone, che rispetta le regole».
Va giù duro il massimo dirigente rossoblù. «Nei giorni scorsi è stata data notizia del rinvio a giudizio dell’ex presidente Campedelli per il fallimento del Chievo. A farne le spese per quella vicenda fu proprio il Crotone, che in Serie A si stava consolidando per la terza stagione di fila. In Serie C nella stagione in cui c’è stata la vittoria del Catanzaro, chiudiamo al secondo posto con oltre 80 punti. Ma i playoff vennero rinviati perché alcune squadre non erano in regola con i pagamenti, costringendo il Crotone a rimanere un mese fermo. Così alla prima partita nella post season, siamo usciti fuori».
«Quest’anno – ha aggiunto Gianni Vrenna – non sappiamo ancora cosa succederà. Da informazioni in mio possesso non solo il Taranto ma altre società rischiano l’esclusione da questo campionato. No, è arrivato il momento di dire: basta! Bisogna mettere mano alla riforma dei campionati. Non si possono avere 60 squadre in Serie C, non si possono giocare playoff con 30 squadre. O si volta pagina, oppure – ha tuonato il massimo dirigente rossoblù – il Crotone non ha più nessuna intenzione di continuare a investire risorse finanziarie. L’avessimo saputo prima, a gennaio abbiamo avuto richieste importanti su calciatori che avrebbero garantito al club delle plusvalenze. Siccome ci teniamo a fare bene in questo campionato, si è deciso di tenere i pezzi pregiati. Ma è chiaro che continuando così la Serie C non va da nessuna parte».


