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Crotone, mercato di rivoluzione: come cambia il volto dei rossoblu

Con ben 10 arrivi e 10 partenze, la formazione pitagorica è stata tra le compagini di Serie B più attive in questa sessione invernale di calciomercato. Una vera e propria rivoluzione che analizzeremo in dettaglio

C’era bisogno di un segnale forte, lo si era capito sin dal ritorno in panchina di Francesco Modesto, il quale aveva giustamente preteso che tutti remassero dalla stessa parte per rimediare ad una classifica davvero deleteria. Ne hanno pagato le conseguenze (immediate) due dei senatori, Benali e Molina che, dapprima fuori rosa, hanno poi lasciato il capoluogo pitagorico in questo gennaio. A loro si sono aggiunti i vari Zanellato, Visentin, Donsah, eccetera.

Come detto, più che mercato di riparazione è stato mercato di rivoluzione, in ogni settore. Di seguito un’analisi specifica, reparto per reparto:

PORTIERI – Si è tentato di stravolgere tutto anche in porta senza però riuscirci. E’ infatti saltato all’ultimo momento il trasferimento – sarebbe stato un altro ritorno – di Giacomo Bindi, estremo difensore del Pordenone. Pochi minuti prima la società di Via Scalfaro aveva formalizzato il passaggio (col benestare del Napoli) di Nikita Contini al Vicenza. L’ex Entella deluso dall’essere stato superato nelle gerarchie dal giovane Saro, ha deciso di andar via. Pertanto lo stesso Saro e l’esperto Festa si giocheranno il posto da titolare.

DIFENSORI – La difesa è il reparto che meno affidabilità ha dato in tutto il girone di andata nessun “clean sheet” in questo campionato, squali che hanno sempre subito almeno un gol a dimostrazione del fatto che, al di là della poca esperienza del reparto, mancasse un vero e proprio leader. Problema che potrebbe esser stato risolto col ritorno di Vladimir Golemic, giocatore carismatico ed esperto della categoria. Oltre al serbo è arrivato Laurens Serpe, giovane del Genoa che sarà un sostituto. Passato al Cittadella invece l’argentino Visentin che non è riuscito a conquistare la fiducia di Modesto. Pertanto reparto completo con 7 difensori centrali (dunque 3 coppie più uno) e con Nedelcearu, Golemic e Cuomo che molto probabilmente saranno i titolari.

CENTROCAMPISTI – Sembrava il reparto con maggior qualità, addirittura uno dei migliori del girone. Così non è stato ed a pagarne le conseguenze, come detto, sono stati in primis Molina e Benali ma poi anche Donsah e Zanellato oltreché il giovane Luis Rojas, oggetto misterioso. Sono arrivati calciatori diversi per personalità e caratteristiche: dal “fidato” Awua al “juriciano” Kone con la conferma del capitano Nehuel Estevez, assoluto leader del reparto. Sono rimasti anche Vulic e Schirò che presumibilmente saranno la prima e la seconda scelta dopo l’argentino. Sulle fasce altra rivoluzione anche se, in teoria, i titolari dovrebbero essere Mogos e Sala, entrambi arrivati in agosto. Dietro, Luca Calapai sulla destra, Schnegg ed il ritorno di Manuel Nicoletti sulla corsia mancina. La sensazione è che, visti i tanti impegni ravvicinati, il ruolo dispendioso e le 5 sostituzioni; tutti avranno il loro spazio. Dunque anche in questo reparto il tecnico pitagorico ha ampia scelta, magari non si eccelle in qualità ma tanta grinta e quantità.

TREQUARTI – Via Oddei e Juwara, tornati alla base, dentro Marras e Cangiano, giocatori tecnici e rapidi. Completano il reparto i vari Giannotti, Borello e Kargbo (il cui ingresso è stato decisivo in quel di Parma). Davvero difficile capire chi ogni settimana partirà titolare dietro l’unica punta.

ATTACCANTI – Se c’è forse un appunto che si può fare alla società pitagorica è quello di non aver rinforzato maggiormente l’attacco con una punta d’esperienza, un bomber da 15 reti. Qualcuno se lo sarebbe aspettato ma, in attacco, in attesa del vero Mulattieri, è arrivato solo Bobby Adekanye, promettente giovane della Lazio. Insieme a loro Mirko Maric che pare aver trovato la giusta brillantezza sia da “sottopunta” che all’occorrenza da prima punta vera.

In conclusione una squadra che ha forse perso in qualità, guadagnandone però in velocità, solidità e cattiveria: armi indispensabili affinché si centri una salvezza troppo importante per essere mancata.

 

 

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