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Crotone, Ferrara come fotografia di un’intera stagione ed il verdetto ora è imminente

A tre giornate dal termine della “regular season”, i calabresi perdono l’ennesima occasione per accorciare la classifica e si avvicinano improrogabilmente al verdetto che nessuno, forse, si sarebbe immaginato ad inizio stagione

Se tornassimo indietro di alcuni mesi, se mettessimo indietro le lancette sino ad inizio stagione, non ci saremmo immaginati una situazione del genere a soli 3 turni dalla fine del torneo cadetto. Nessuno avrebbe mai scommesso sulla retrocessione del Crotone, appena venuto giù, tra l’altro, dalla massima serie.

Eppure. Eppure eccoci qui a commentare l’ennesimo frame negativo di una stagione da film horror per gli squali che più che assomigliare al predatore marino, sono sembrati “pesci fuor d’acqua” in una categoria che invece gli apparteneva e gli appartiene.
Lunedì scorso, in quel di Ferrara, abbiamo assistito al solito “dejà vu” di questa maledetta stagione: una squadra che gioca e che tiene il campo per quasi tutta la durata della gara ma che alla fine, immancabilmente, subisce una o due reti che rimettono in gioco gli avversari.

Difficile (o forse no) analizzare le motivazioni, ve ne sono parecchie e starà ora alla società capire dove e come intervenire. Difficile anche parlare di squadra univoca visto che dal girone di andata a quello di ritorno sono cambiate tante, tantissime cose (e qui sorge la prima domanda: era proprio necessario? Si poteva o doveva fare di più?). Tranne una: i risultati. E non è poco in uno sport dove non si vince ai punti, ma mettendo dentro, in rete, quella cosa che rotola sul prato verde chiamato campo da gioco. E forse saremo un po’ sarcastici ma 3 vittorie in 35 partite sono una miseria, sono una vergogna, sportiva, sia chiaro. Sono il risultato più basso che il Crotone abbia mai ottenuto in questa categoria.

Ed è giusto, pertanto, che la retrocessione sia vicinissima: lunedì prossimo, infatti, basterà la vittoria interna del Cosenza, contro il già retrocesso Pordenone, per sancire l’aritmetica retrocessione in serie C dopo ben 13 anni, al di là del risultato dei pitagorici.
E si, noi addetti ai lavori, ma soprattutto tifosi, dopo probabilmente qualche lacrima, ce ne faremo una ragione. E ripartiremo. Ma pretendiamo che i vari protagonisti vengano a spiegarci le motivazioni, pretendiamo che parlino, che ci mettano la faccia. Perché è facile farlo quando si vince ma necessario farlo quando si perde.

Perché gli allenatori, i calciatori, a vote anche i presidenti, vanno e vengono: Crotone rimane. E Crotone merita rispetto, Crotone merita le vostre scuse.

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